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Antologia del pianista d’orchestra

dalla prefazione di Maurizio Arena

Durante una conversazione avuta qualche mese fa con un giornalista che curava la raccolta di testimonianze in memoria di Giuseppe Sinopoli compositore, ricordavo – e con piacere – le numerose esecuzioni di una partitura che il Musicista veneziano aveva composto, dedicandola a me: erano i primissimi anni ’70 e io dirigevo il Gruppo Strumentale dei Solisti del Teatro Massimo di Palermo, formazione particolarmente attiva nella diffusione della musica contemporanea.
Erfahrungen für 13 soloistrumente il titolo della composizione dal rigoroso impianto “seriale” e dall’impegno strumentale assai severo.
Sosteneva la parte solistica al pianoforte Erina Guzzetta.
E nel riandare a quella occasione con memoria viva – timbrata dalla sottile nostalgia che accompagna il rievocare stagioni umane e artistiche forse irripetibili – riaffioravano, accanto ai luoghi che accoglievano le ore gioiose dello studio, le tante figure dei musicisti di quegli anni.
Oggi mi giunge l’invito a dedicare qualche riga di presentazione proprio di Erina Guzzetta, Ideatrice e Curatrice di questa pubblicazione. Una casualità, certo, ma eloquente per gli allacci tematici negli insopprimibili ritorni della memoria. Erina Guzzetta, dunque, per un trentennio pianista dell’Orchestra del Teatro Massimo, solista nelle formazioni cameristiche e nei gruppi strumentali nelle tante “ore musicali” dei miei lontani anni palermitani.
Anni intensi e indimenticabili per la qualità di programmazioni operistiche e concertistiche in cui la ricchezza delle proposte era sostenuta da tanto fervore lavorativo e da vivacità di entusiasmi che si traducevano in realizzazioni vitalissime.
Fervore, entusiasmo – uniti al valore professionale – come elementi decisivi per un esito artisticamente compiuto.
Erina era – ed è nel mio ricordo – “portatrice” di queste doti, impreziosite da grande vivacità umana e musicale.
Innumerevoli furono le occasioni in cui offrì a me direttore contributi musicali eccellenti per consapevolezza strumentale e disciplina stilistica.
Mi è difficile tracciare un sia pur incompleto elenco delle esecuzioni che la videro pianista con me; qualche titolo è però ben nitido nella memoria: “Carmina Burana”, “El Amor Brujo”, la verettiana “Sinfonia Sacra”, un raffinato Frank Martin, il Gino Contilli della “Suite per pianoforte e archi”, talune gustose arditezze strumentali delle partiture create da Helmuth Laberer per il Gruppo dei Percussionisti del Massimo (anche questa formazione fu molto attiva in quegli anni), le “prime assolute” di partiture di Luciano Chailly composte per noi, e ancora quel “pedale timbrico” per me indimenticabile che siglava la “fine di tutto” nelle misure conclusive del Gattopardo di Angelo Musco.
Solo “frammenti” di un lungo percorso vissuto da Erina Guzzetta accanto a me nella realtà musicale di quegli anni, frammenti, dicevo, che però affermano con la persistenza della memoria le ragioni vitali d’una presenza.
Forte di così ricca esperienza, la Guzzetta consegna ora a musicisti, studiosi, appassionati questa sua fatica grandemente meritoria e, credo, nuova nel genere.
La mole della pubblicazione testimonia l’amorevole impegno profuso dalla Curatrice nel raccogliere così ampio materiale.
A questo “repertorio” la Guzzetta si accosta con l’attenzione del musicista che ha convissuto lungamente con la realtà viva del “pianoforte in orchestra”, voce dagli impieghi sempre più significativi nel linguaggio del novecento musicale.
La raccolta presenta ed esamina con pertinente scelta le “amate” (insisto sulla personale frequentazione che la musicista ha coltivato con i testi!) partiture bartokiane, il “vitalismo ritmico” degli orffiani Carmina, la personalità stilistica del pianoforte stravinskyano, il “brillio coloristico” respighiano, le peculiarità linguistiche di G. Gershwin e L. Bernestein, la presenza del pianoforte nell’organismo compositivo della recente ”Sinfonia degli Oceani” del caro Franco Mannino.
Di fondamentale importanza lo spazio dedicato al pianismo russo: Prokofieff, Shostakovic, Tschaikowsky.
Una pubblicazione di grande interesse e attualità, anche in rapporto alla figura professionale del “pianista d’orchestra” opportunamente prevista dal nuovo ordinamento dei Conservatori di musica.
Solo alcuni, pochi, i titoli che ho ricordato dell’imponente “corpus”, oggetto della ricerca e della catalogazione che Erina Guzzetta ha compiuto con impegno grande e con l’intelligente sostegno della Unda Maris Edizioni.
Al musicista, allo studioso, al lettore il piacere ora di potere contare su uno strumento utilissimo di consultazione, attraverso il quale la Curatrice perpetua la testimonianza del Suo amore per “il pianoforte d’orchestra” vissuto con fedeltà appassionata.
Maurizio Arena